Punti di approvvigionamento aeromobili

  1. Allagamento: riferito normalmente ad un insieme di aree relativamente circoscritte e particolarmente vulnerabili, con altezze d'acqua misurabili in cm o dm e con tempi di permanenza non particolarmente prolungati.
  2. Allarme: scatta al verificarsi dell'evento calamitoso od anche nell'ipotesi del pericolo grave ed imminente per l'incolumità delle persone, di danni gravi ed irreparabili agli abitati nonché a strutture ed impianti di prima necessità o che, se danneggiati, possono costituire fonte di ulteriori e più gravi conseguenze dannose; consiste nel darne immediata notizia all'autorità competente per territorio.
  3. Alluvione : Il termine più generale alluvione viene utilizzato per indicare tutti i danni prodotti da un evento di piena di un corso d'acqua, sia quelli legati all'inondazione di territori sia quelli più propriamente connessi con l'instabilità delle sue sponde, l'erosione accelerata alla testata del bacino e l'instabilità dei versanti.
  4. Altezza idrometrica: altezza del pelo liquido.
  5. Alveo: spazio concavo compreso fra le sponde nel quale fluiscono le acque normali di un corso.
  6. Alveo di piena: porzione della regione fluviale del corso d'acqua comprendente l'alveo inciso e una parte delle aree inondabili ad esse adiacenti, che contribuiscono al deflusso di portate superiori a quelle di piena ordinaria, a piene cioè di elevato tempo di ritorno.
  7. Alveo inciso: porzione della regione fluviale associata ad un corso d'acqua compresa tra le sponde dello stesso, sede normalmente del deflusso di portate inferiori alla piene più gravose. In conformità alla circolare n.780 del 28.2.1907 del Ministero dei Lavori Pubblici, il limite dell'alveo appartenente al demanio pubblico ai sensi dell'articolo 822 del C.C. viene determinato in base al livello corrispondente alla portata di piena ordinaria.
  8. Arcata: struttura curva fra le spalle dei ponti.
  9. Aree inondate: aree investite da volumi di piena non contribuenti al moto ma temporaneamente invasati.
  10. Aree vulnerabili: aree potenzialmente interessate da eventi.
  11. Arginatura: opera idraulica atta a disciplinare il corso delle acque e ad impedire straripamenti.
  12. Argine: opera idraulica in rilevato a diversa tipologia costruttiva, con funzioni di contenimento del livello idrico corrispondente alla portata di piena di progetto a protezione del territorio circostante.
  13. Bacino idrografico o imbrifero: area di terreno le cui acque superficiali si versano in un unico corso d'acqua.
  14. Briglia: opera costruita trasversalmente al corso dei torrenti per evitare o ridurre la corrosione del fondo rallentando la velocità di deflusso.
  15. Calamità: si evidenzia in ogni fatto (evento, accadimento) dal quale conseguono effetti dannosi per una pluralità di persone, con riferimento alla loro vita ed ai loro beni.
  16. Campata: (luce o portata) distanza fra gli appoggi di una struttura.
  17. Catastrofe: evento che per intensità ed estensione è tale da dover essere fronteggiato con mezzi e poteri straordinari (legge n. 225/92 art. 2 lett. c).
  18. Centro Coordinamento Soccorsi (CCS): Viene costituito presso tutte le Prefetture una volta accertata la sussistenza di una situazione di pubblica calamità; insediato in una sala attrezzata con apparecchi telefonici, telematici e radio ricetrasmittenti sintonizzabili su frequenze utili, provvede alla direzione e al coordinamento degli interventi di Protezione Civile in sede provinciale.
  19. Centro Operativo Misto (COM): può essere istituito presso i comuni a cura del prefetto competente per territorio per la gestione ed il coordinamento degli interventi esecutivi di P.C. in sede locale, intercomunale o comunale; i COM fanno capo al CCS.
  20. Centro Telecomunicazioni (CT): fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della P.C. e si occupa delle telecomunicazioni in emergenza.
  21. Chiave: parte centrale delle volte e degli archi.
  22. Chiavica: opera installata nelle sponde o nell'argine o allo sbocco di un corso d'acqua, in genere un canale, per regolare le acque.
  23. Chiusa (elettrica o manuale): opera di sbarramento per trattenuta di acqua o derivazione, può essere fissa o mobile.
  24. Coefficiente Udometrico: massima portata in funzione di sezione ed area del bacino imbrifero di un fiume, torrente, canale o fogna a monte della sezione alla quale si riferisce.
  25. Commissario Delegato: è un organo straordinario nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro per il coordinamento della P.C., per l'attuazione degli interventi necessari e conseguenti alla dichiarazione dello "stato di emergenza".
  26. Corrivazione (tempo di): tempo occorrente ad una goccia d'acqua caduta nel punto più lontano dell'area del bacino imbrifero per raggiungere il corso d'acqua, ovvero il tempo che occorre ad una massa d'acqua in una posizione a di monte per raggiungere una posizione b di valle.
  27. Danno (D): D = E x V. In un periodo di t anni in cui possono verificarsi Nt eventi, il danno totale Dt sarà: Dt = Snt i=1 Di = Snt i=1 Ei Vi.
  28. Deflusso (scale di): indicazione delle variazioni di portata di un corso d'acqua in funzione della portata.
  29. Deflussi profondi: i deflussi sotterranei profondi contribuiscono alla formazione della portata di piena in una sezione di un fiume quando parte dell'acqua di infiltrazione ha la possibilità di raggiungere la rete idrografica a monte di tale sezione. Poiché il moto delle acque filtranti avviene molto lentamente, i deflussi sotterranei giungono in alveo con notevole ritardo rispetto all'inizio del fenomeno piovoso. A causa poi, dell'azione modulatrice esercitata dagli ammassi filtranti attraversati, l'andamento nel tempo delle relative portate è molto regolare.
  30. Deflusso superficiale: inizia a formarsi dopo un certo tempo dall'inizio dell'evento pluviometrico quando l'intensità di pioggia supera globalmente l'intensità di evapotraspirazione e di infiltrazione, dopo che si sono riempite le capacità di invaso presenti nel bacino che non hanno connessione diretta con la rete idrografica.
  31. Destra idrografica: sponda del fiume guardato spalle a monte e occhi a mare.
  32. Dichiarazione dello Stato di Emergenza: interviene successivamente alla deliberazione dello stato di emergenza da parte del Governo, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri.
  33. Difesa di sponda: opera idraulica a diversa tipologia costruttiva, con andamento parallelo alla sponda incisa dell'alveo o addossata alla stessa, con funzioni di protezione delle sponde dall'azione erosiva esercitata dalla corrente.
  34. Dipartimento della Protezione Civile: è istituito nel 1984 nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è l'organizzazione amministrativa di cui si avvale il Capo del Governo o per sua delega il Ministro per il coordinamento della P.C, per lo svolgimento dell'attività richiesta dall'esercizio della funzione di P.C.. Predispone, sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio dei Ministri ed in conformità ai criteri determinati dal Consiglio Nazionale della P.C., i programmi nazionali di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio, i programmi nazionali di soccorso ed i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza.
  35. Disastro: effetto dannoso che interessa più persone e deriva da un evento di non comune gravità, idoneo a costituire pericolo per l'incolumità pubblica ma non danno rilevante o morte o lesione di persone, suscitando pubblica commozione.
  36. Drenaggio: complesso di opere aventi lo scopo di prosciugare i terreni.
  37. Emergenza: ogni attività di soccorso posta in essere al verificarsi di eventi calamitosi e finalizzata al loro contenimento. Lo stato di emergenza è deliberato dal Consiglio dei Ministri che ne determina durata ed estensione territoriale.
  38. Erosione: asportazione di detriti dalla superficie del suolo per effetto di agenti atmosferici.
  39. Esondazione: intesa come il superamento dei limiti di contenimento in alveo per una rete idraulica a pelo libero (alveo non arginato o sistema di fognatura urbana): - per eccessivo deflusso, in caso di portate eccedenti l'officiosità dell'alveo, con effetti molto diversi, talora anche molto disastrosi; - per rigurgito, in caso di ostacoli accidentali e localizzati negli alvei a valle o disservizi negli impianti idrovori, con effetti normalmente più circoscritti, ma talora molto dannosi.
  40. Evento: ogni singola manifestazione di un fenomeno temuto perché suscettibile di produrre danni.
  41. Falda artesiana: acque sotterranee profonde comprese fra due strati impermeabili.
  42. Falda freatica: acque sotterranee piovane immediatamente sottoposte agli strati permeabili del suolo.
  43. Fontanazzo: fuoriuscita di acqua dal corpo arginale o dal piano campagna immediatamente vicino.
  44. Gabbione: cassa in rete metallica, riempita di pietre, servente per l' esecuzione di opere di difesa dei corsi d'acqua.
  45. Golena: parte di alveo pianeggiante compreso fra l'argine e l'alveo di piena ordinaria (allagabile in caso di necessità).
  46. Idrometro: asta graduata per lettura altezza dell'acqua.
  47. Idrovora: macchina di grandi dimensioni per il sollevamento dell'acqua.
  48. Inondazione: il fenomeno di invasione ed espansione delle acque su vaste aree prodotto da una rottura o un sormonto dell'argine naturale o artificiale, connesso ad un evento di piena di un corso d'acqua; i territori coperti dalle acque sono inondati. E' riferita normalmente a vasti territori, con altezze d'acqua attorno al metro o superiori, in genere con importanti effetti dinamici e con lunghi tempi di permanenza.
  49. Magra: condizioni di un corso d'acqua nei periodi di minore portata.
  50. Molinello idrometrico: apparecchio per la misura della velocità di una corrente liquida.
  51. Morbida: stato di corso d'acqua con portata intermedia fra quella di magra e quella di piena.
  52. Numero telefonico di emergenza: è un numero posto preventivamente a conoscenza della cittadinanza (mediante inserimento sia nell'elenco telefonico, nella segnaletica riportante i numeri utili, nel notiziario comunale o altri sistemi di informazione) oppure che viene comunicato alla stessa mediante i mass media (giornali e radio locali) quando si entra in fase di allarme o di emergenza.
  53. Ordinanza: è uno strumento giuridico che viene utilizzato in caso di azioni indifferibili ed urgenti da porsi in essere anche in deroga a norme di legge, ma nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. Ove emanata per l'attuazione degli interventi conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e trasmessa ai Sindaci interessati per la pubblicazione negli Albi Pretori dei Comune.
  54. Paratoia: apparato di chiusura di canali che si immettono a fiume costituito da portale a saliscendi in ferro azionate da volanti, da motori elettrici o da quote idrometriche.
  55. Pelo: superficie libera di una massa d'acqua.
  56. Perdita di carico: riduzione del carico nelle correnti liquide, per effetto di resistenza di attrito e cambiamento di direzione e velocità.
  57. Pericolosità (H): la probabilità che un evento si verifichi in una data area in un dato periodo di tempo.
  58. Piano Comunale di Protezione Civile: è redatto a cura dei comuni allo scopo di gestire adeguatamente l'emergenza ipotizzata per il territorio considerato in relazione ai vari scenari; questi ultimi dovrebbero essere ricavati dai rischi considerati nell'ambito dei pertinenti programmi di previsione e prevenzione di livello provinciale e regionale.
  59. Piano di Bacino: è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del suolo, all'utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio.
  60. Piano per fronteggiare l'Emergenza sul territorio della Provincia: è predisposto e curato dal prefetto per tutto il territorio della provincia di competenza, sulla base del programma provinciale di previsione e prevenzione.
  61. Piedritto: elemento portante verticale.
  62. Piarda : riva verticale di un corso d'acqua .
  63. Piena: il fenomeno del rapido innalzamento della superficie libera dovuto all'aumento della portata che, a sua volta, è causato da precipitazioni di forte intensità e, più raramente nel nostro paese, dalla rapida fusione di nevai e ghiacciai. Il fenomeno di inondazione di un territorio, o esondazione di un corso d'acqua, risulta sempre connesso ad un evento di piena del corso d'acqua stesso. L'innalzamento del pelo libero può essere determinato anche dal rigurgito provocato dal recipiente in cui sfocia il corso d'acqua o, molto spesso, da ostacoli presenti nel suo alveo. In tal caso si parla più propriamente di Piene di rigurgito . Il fenomeno assume caratteristiche molto differenti in contesti morfologici diversi. Il livello o la portata a partire dal quale viene considerato l'inizio dello stato di piena è del tutto convenzionale.
  64. Piena ordinaria: livello o portata di piena in una sezione di un corso d'acqua che, rispetto alla serie storica dei massimi livelli o delle massime portate annuali verificatesi nelle stessa sezione, è uguagliata o superata nel 75% dei casi.
  65. Pila: piedritto intermedio di appoggio di ponti.
  66. Pilone: robusta pila atta a sostenere, oltre ai carichi assiali, anche la spinta delle strutture che sorregge.
  67. Polizia idraulica: il servizio di Polizia Idraulica consiste in un'attività tecnico amministrativa che si espleta attraverso visite periodiche di controllo da parte di ufficiali e sorveglianti idraulici. Tale servizio è finalizzato:

    Alla sorveglianza di fiumi e torrenti al fine da un lato di mantenerne e migliorarne il regime idraulico ai sensi dell'art. 57 e 61 del T.U. 523/904, e dell'altro, di garantire il rispetto delle disposizioni del capo VII del T.U. 523/904, dell'art. 105 del T.U. 1775/33 del R.D. 1285/20 capo IX e del D.L. 275/97 collaborando, inoltre, con gli enti preposti al controllo ed al rispetto delle leggi n. 431/85 e n. 152/99 e successive modifiche;

    Alla custodia degli argini di fiumi e torrenti la cui conservazione prescindendo dalle classificazioni in I e II categoria sia ritenuta rilevante per la tutela della pubblica incolumità (vedi legge n. 677/96 art. 10 TER);

    Alla raccolta delle osservazioni idrometriche e pluviometriche, al fine di attivare nei tratti arginati le procedure di cui al R.D. 2669/37 relativo al servizio di piena e tratti non arginati e quindi sprovvisti di tale servizio di avviare le azioni atte a mitigare i danni provocati dalle esondazioni allertando gli organi di protezione civile;

    Verifica con gli Enti preposti lo stato della vegetazione esistente nell'alveo e nelle sponde, al fine di programmare, in riferimento allo stato vegetativo, alle capacità di resistere all'onda di piena ed alla sezione idraulica del corso d'acqua, il taglio o la manutenzione di quelle piante che possono arrecare danno al regolare deflusso delle acque ed alla stabilità delle sponde;
  68. Verifica il rispetto delle concessioni ed autorizzazioni assentite ai sensi del Capo VII del R.D. 523/904;
  69. Verifica il rispetto delle prescrizioni e delle direttive emanate dalle Autorità di Bacino competenti;
  70. Propone interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione;
  71. Accerta eventuali contravvenzioni alle norme di cui al Capo VII del R.D. 523/904;
  72. Controlla il rispetto delle concessioni assentite ai sensi del T.U. 1775/33, con particolare riguardo all'art. 105 (tutela delle acque sotterranee).
  73. Portata: volume di fluido che, nell'unità di tempo, attraversa la sezione dell'elemento contenitore, per i fiumi si valuta in genere in metri cubi al secondo
  74. Portata di progetto: valore di portata, normalmente correlata ad un tempo di ritorno, assunto per il dimensionamento di un'opera idraulica o di un intervento di sistemazione idraulica di un corso d'acqua.
  75. Preallarme: si realizza attraverso l'attivazione di un ufficio competente in relazione al tipo di evento calamitoso, per fornire tutte le indicazioni e valutazioni di carattere tecnico, necessarie a seguire l'insorgere e l'evolversi del fenomeno che interessa la P.C..
  76. Prefetto: è autorità di livello provinciale in emergenze di P.C.; al verificarsi di eventi calamitosi rilevanti o gravi: informa il Dipartimento della protezione civile, il Presidente della Giunta Regionale e la direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi del Ministero dell'interno; assume la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei sindaci dei comuni interessati; adotta tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi; vigila sull'attuazione, da parte delle strutture provinciali di p.c., dei servizi urgenti, anche di natura tecnica. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza opera quale delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri.
  77. Presa di rotta: operazione atta a riparare una falla apertasi in un argine.
  78. Pressione idrostatica: pressione esercitata dai liquidi in stato di quiete.
  79. Prevenzione: consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la probabilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. E' la seconda attività di P.C..
  80. Previsione: consiste nelle attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, alla identificazione dei rischi ed alla individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. E' la prima attività di P.C.
  81. Procedure di intervento: è una sequenza di attività scaturente dall'attribuzione di compiti ad autorità, enti, soggetti, gruppi od organizzazioni, deputati a porla in essere in caso di emergenza, osservando i tempi assegnati.
  82. Programma Provinciale di Previsione e Prevenzione: è redatto a cura delle amministrazioni provinciali partendo dalla ricognizione delle problematiche afferenti il territorio provinciale e prevedendo l'individuazione delle possibili soluzioni alle prefigurate calamità, con specifico riferimento ai tempi ed alle risorse disponibili; è posto dai prefetti a base del piano per fronteggiare l'emergenza su tutto il territorio della provincia.
  83. Programma Regionale di Previsione e Prevenzione: è redatto a cura delle regioni e rappresenta il punto di riferimento per la determinazione delle priorità e delle gradualità temporali in attuazione degli interventi di p.c., in funzione della pericolosità dell'evento calamitoso, della vulnerabilità del territorio, nonché delle disponibilità finanziarie.
  84. Programmi Nazionali di Previsione e Prevenzione: sono predisposti dal Dipartimento della P.C. sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio dei Ministri ed in conformità ai criteri determinati dal Consiglio nazionale della P.C. in relazione alle varie ipotesi di rischio; sono poi adottati, avvalendosi dei Servizi tecnici nazionali, con D.P.C.M. e sentita la Conferenza permanente Stato-Regioni, sono trasmessi al Parlamento.
  85. Protezione Civile: politica dei pubblici poteri finalizzata alla tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente dai danni o dal pericolo di danni, derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
  86. Quota del fiume: livello ordinario di altezza del pelo libero del fiume.
  87. Regime fluviale: portata più o meno costante durante l'anno, condizione di un corso d'acqua nel quale la sedimentazione prevale sull'erosione.
  88. Regime torrentizio: portata molto variabile durante l'anno, condizione di un corso d'acqua nel quale l'erosione prevale sulla sedimentazione.
  89. Rigurgito: alterazione che si manifesta nel deflusso delle correnti liquide a pelo libero in presenza di ostacoli.
  90. Rischio: valore atteso del danno che può subire un determinato elemento a rischio in più anni. In maniera analitica il rischio si può esprimere come il prodotto della pericolosità (P), della vulnerabilità (V) e della quantificazione economica (E); in formula: R = P x V x E.
  91. Ristagno: riferito normalmente ad un insieme di zone costitutivamente sofferenti, nelle quali l'acqua tende ad accumularsi con livelli misurabili in alcuni cm e a permanere fino a quando le reti idrauliche non riescono ad allontanarla.
  92. Rotta d'argine: squarcio prodottosi in un argine per cause varie.
  93. Rovina: effetto dannoso che pregiudica parzialmente o totalmente una costruzione, senza incidere su persone, altrimenti sarebbe un "disastro".
  94. Saracinesca: struttura mobile per intercettare o regolare una corrente liquida.
  95. Scarpata: pendio che scende dal piano di campagna o dalla golena verso il fondo alveo o dal ciglio arginale verso la quota di campagna.
  96. Servizio di piena: sorveglianza ed interventi sui corsi d'acqua durante una piena fluviale . Comprende il servizio di guardia , la costruzione di difese idrauliche ed ogni altro intervento necessario per evitare esondazioni .
  97. Sfiancatura: deformazione di arco o volta, per deviazione dei piedritti di sostegno, o di una scarpata.
  98. Sindaco: è autorità comunale di P.C.; al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto ed al presidente della giunta regionale. Chiede l'intervento di altre forze e strutture quando la calamità o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune.
  99. Sistemi passivi di difesa delle acque: lo scopo è di opporre alle acque delle opere atte a contenere i livelli idrometrici. Essi sono costituiti dalle arginature e dalle opere di ritenuta in situazioni localizzate, quali repellenti in alveo, muri di sovralzo, etc..
  100. Sistemi attivi di difesa delle acqua: lo scopo è quello di attuare un complesso di interventi atti a limitare la formazione di portate eccedenti l'officiosità degli alvei e a ridurre i livelli idrometrici raggiungibili dall'acqua. Essi sono necessari per integrare i sistemi di difesa passiva e sono costituiti da bacini di laminazione in linea, come gli invasi nei tratti di monte e le traverse di bacinizzazione nei tratti di pianura, e casse di espansione laterali, le rettifiche, i diversivi e gli scolmatori, le reti idrauliche, come i canali di bonifica e le fognature, gli impianti di sollevamento e gli altri manufatti idraulici.
  101. Soccorso: consiste nell'attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza. E' la terza attività di P.C..
  102. Sommersione: riferita normalmente a territori ampi e relativamente circoscritte e particolarmente vulnerabili, con altezze d'acqua intorno al metro o superiori, in genere senza importanti effetti dinamici, ma con lunghi tempi di permanenza.
  103. Spalla (di un ponte): sostegno laterale di travi o arcata.
  104. Stato di Emergenza: è deliberato dal Consiglio dei Ministri su proposta del suo Presidente o del Ministro per il coordinamento della P.C. al verificarsi di calamità naturali, catastrofi od altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Allo stesso organo compete la revoca al venir meno dei presupposti citati.
  105. Superamento dell'Emergenza: consiste nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. E' la quarta attività di P.C..
  106. Teleidrometro: rilevatore di altezza dell'acqua elettronico a ultrasuoni o a infrarossi che trasmette dati in tempo reale.
  107. Turbolenza: moto irregolare delle correnti liquide a contatto con pareti solide o con altre correnti aventi diversa velocità o direzione.
  108. Ventola: paratoia spesso di piccole dimensioni posta all'uscita di una scarico, incernierata in sommità, che permette solamente il deflusso delle acque ed è azionata automaticamente dalle quote idrometriche.
  109. Volontariato: è costituito da cittadini che sono dediti a prestazioni aliene e gratuite e che in genere si organizzano in associazioni.
  110. Vulnerabilità (V): attitudine dell'elemento a rischio a subire danni per effetto dell'evento atteso.